Lagaccio, scontro sui due milioni per il quartiere: fondi reali o verità “alternative”? Nel mirino le dichiarazioni di Piciocchi

Lo Spi Cgil Centro Est contesta la ricostruzione della minoranza, chiede chiarezza alla sindaca Silvia Salis e sollecita un incontro urgente sul futuro del quartiere: «Percorso partecipato della ex giunta? Una delle tante “verità alternative” che rischiano di alimentare confusione e propaganda». Richieste all’attuale amministrazione

È scontro politico e territoriale sul futuro del Lagaccio e, in particolare, sui due milioni di euro che sarebbero stati destinati alla riqualificazione della strada principale del quartiere dalla precedente giunta. A intervenire è Roberto Caristi, responsabile del Sindacato pensionati italiani Cgil Centro Est, che contesta apertamente la ricostruzione proposta dall’attuale minoranza in Consiglio comunale.

Secondo i gruppi di opposizione (in particolare secondo Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova), la Giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis avrebbe cancellato un finanziamento da due milioni di euro già destinato alla riqualificazione di via del Lagaccio dalla precedente amministrazione. Risorse che, sempre secondo la minoranza, sarebbero state stanziate al termine di un percorso partecipato condotto con associazioni, comitati e Università di Genova.

Una versione che lo SpimCgil Centro Est definisce, senza mezzi termini, una delle tante “verità alternative” che rischiano di alimentare confusione e propaganda. Caristi, impegnato da anni insieme alle realtà del quartiere contro il progetto della funivia e per la rigenerazione del Lagaccio, chiede quindi che vengano forniti documenti e spiegazioni puntuali.
Il primo nodo riguarda l’effettiva esistenza delle risorse. Durante l’assemblea pubblica del 4 ottobre 2024, ricorda il sindacato, i rappresentanti della precedente Giunta avrebbero spiegato che i fondi destinati agli interventi compensativi per il quartiere avrebbero dovuto essere cercati soltanto dopo l’approvazione della funivia. Da qui la domanda: i due milioni erano realmente disponibili e già vincolati oppure si trattava soltanto di una possibilità ancora da costruire?
Il secondo punto riguarda il percorso partecipativo rivendicato dalla minoranza. Per Roberto Caristi, quel confronto non sarebbe stato né ampio né realmente condiviso, ma avrebbe legato eventuali interventi sul quartiere all’accettazione del progetto della funivia. Un’impostazione contestata dagli abitanti durante l’assemblea pubblica e giudicata insufficiente dalle associazioni territoriali.
Il sindacato torna poi sul tema dell’assetto idrogeologico dell’area e dello studio annunciato dalla precedente amministrazione per settembre 2024. Un documento ritenuto decisivo per completare la riqualificazione dell’ex caserma Gavoglio e del quartiere, considerando che una parte dell’area resta classificata come zona rossa e soggetta a rischio alluvionale. Anche su questo punto viene chiesto all’attuale minoranza di chiarire perché i risultati non siano mai stati resi pubblici.
Le domande, però, riguardano anche l’attuale amministrazione. Il Lagaccio viene descritto come un quartiere isolato, segnato da muri, traffico, cemento e progressiva perdita di servizi. Tra le priorità indicate figurano il ripensamento complessivo della mobilità, l’allargamento della parte alta di via del Lagaccio e il ripristino di un collegamento pubblico tra la zona bassa e quella alta.
La soppressione della navetta viene considerata particolarmente grave perché ha eliminato l’unico collegamento diretto tra le due parti del quartiere, rendendo più difficile l’accesso ai servizi soprattutto per le persone anziane e per i residenti più fragili, maggiormente esposti anche agli effetti delle ondate di calore.
Il Sindacato pensionati italiani Cgil Centro Est chiede quindi un incontro urgente con la sindaca Silvia Salis, con gli assessori comunali competenti Emilio Robotti, Massimo Ferrante, Francesca Coppola e Cristina Lodi, e con la presidente del Municipio Simona Cosso. L’obiettivo è verificare l’effettiva esistenza dei fondi, conoscere la visione della Giunta per il quartiere e capire quali percorsi partecipativi e quali risorse potranno essere messi in campo.
«Non staremo con la mano tesa ad aspettare briciole dall’alto», conclude Roberto Caristi, ribadendo che associazioni e residenti continueranno a chiedere trasparenza, diritti e dignità per il Lagaccio.
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